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SALUTE DEL CANE Babesiosi canina, una patologia dovuta alle zecche



La babesiosi nel cane, nota anche come piroplasmosi, è una malattia infettiva trasmessa dalle zecche. E’ causata da un parassita intracellulare, il babesia canis, che si trova nei globuli rossi degli animali domestici. Il contagio da cane a cane non è diretto, ma deve essere trasmesso da un vettore che in questo caso è costituito dalla zecca. La zecca si infetta succhiando il sangue da un cane infetto e trasmette, poi, il virus ad altri cani a cui si attacca per completare il suo pasto di sangue. Anche le larve di zecche infette sono portatrici della malattia.
La zecca trasmette il virus al cane solo dopo 48 ore che si è attaccata alla cute, quindi per evitare rischi è consigliato controllare sempre il mantello del cane dopo una passeggiata o una battuta di caccia per individuare eventuali zecche e rimuoverle in tempo. I paesi in cui si riscontra la maggiore diffusione del parassita della babesiosi sono l’Italia, la Germania, la Francia, l’olanda e l’Ungheria.

Sintomi della babesiosi canina
La gravità dei sintomi è direttamente proporzionale al livello raggiunto dall’infezione e alle condizioni fisiche del cane e dal suo sistema immunitario.

I sintomi più comuni di questa malattia sono:
- febbre alta,
- debolezza,
- vomito,
diarrea
- e anoressia.

La babesiosi causa un’anemia emolitica che porta alla distruzione dei globuli rossi del sangue. Il parassita si introduce all’interno dei globuli rossi dove inizia a moltiplicarsi all’infinito fino a che la membrana che circonda il globulo non si rompe lasciando uscire tutti i parassiti che vanno ad attaccare altri globuli rossi riavviando all’infinito il ciclo. L’infezione ha una fase di incubazione di circa due settimane che si presenta in forma asintomatica.

Forme cliniche della babesiosi del cane
La babesiosi può presentarsi sotto differenti forme cliniche che sono: la forma iperacuta, la forma acuta e la forma cronica.
Nel primo caso si ha un’anemia emolitica fulminante con decesso immediato dell’animale. Questa forma si riscontra sono nelle zone endemiche e nei cani con difese immunitarie molto deboli che non riescono a contrastare l’insorgenza dell’infezione.
La forma acuta, invece, è quella più frequente e si manifesta con febbre, anoressia, urine scure, vomito e diarrea. Se non viene curata tempestivamente il cane muore dopo pochi giorni.
La forma cronica, infine, è quella più difficile da diagnosticare poiché presenta sintomi meno evidenti con febbre intermittente e inappetenza. Se non curata in tempo può portare al decesso dell’animale.

Curare la babesiosi nei cani
La cura della babesiosi prevede la somministrazione di farmaci specifici per distruggere i parassiti e delle trasfusioni di sangue per sostituire i globuli rossi distrutti. A volte si rende necessaria anche una terapia di supporto per evitare eventuali danni agli organi interni.

Prevenire la babesiosi nel cane
Questa malattia può essere prevenuta con l’utilizzo di antiparassitari cutanei come collari, pomate e spray per evitare che il cane venga attaccato da zecche. E’ disponibile anche un vaccino che però garantisce una copertura solo del 60%. Viene consigliato nelle zone endemiche dove i rischi di contrarre la malattia sono più alti. Il vaccino è utilizzato anche perché limita la violenza dell’infezione.
 


Questo articolo è a titolo informativo. Per qualunque approfondimento rivolgiti ad un medico veterinario e/o ad un addestratore certificato.


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